La fondazione ha deciso con una nota sui social di supportare l’artista e filmmaker alle prese con un processo dopo aver difeso le balene
Difendere le balene significa difendere l’oceano. È questa la ragione che ha spito One Ocean a rinnovare pubblicamente il proprio sostegno ad Anahita Babaei, ambassador dell’organizzazione. Artista, filmmaker di respiro internazionale, presidente di Last Whaling Station e co-fondatore di Hvalavinir, Babaei si trova al centro di un processo che si sta svolgendo a Reykjavík dove è stata chiamata a rispondere delle sue azioni pacifiche per proteggere le balene.
I fatti risalgono al settembre 2023, quando Anahita Babaei ed Elissa hanno scalato i mast delle baleniere islandesi, riuscendo a impedirne la partenza per oltre 33 ore. Un’azione di disobbedienza civile non violenta, condotta senza causare danni a persone o mezzi, con l’obiettivo di fermare temporaneamente la caccia alle balene e attirare l’attenzione internazionale sulla necessità urgente di tutelare l’oceano e le specie che lo abitano.
Di fronte al processo in corso, One Ocean ha espresso con chiarezza la propria posizione attraverso i social network: «Invece di giudicare la caccia alle balene, ora il sistema giudiziario islandese sta processando chi ha cercato di fermarla. Questo è il momento di far sentire la nostra voce e fare qualcosa di concreto per la protezione dell’oceano», afferma One Ocean sui social.
A sottolineare il valore simbolico e ambientale dell’impegno di Anahita è intervenuto anche Jan Pachner: «Lei sta dando voce a chi non ha voce», ha dichiarato in un videomessaggio. «In una protesta pacifica ha cercato di salvaguardare le balene, e nel tutelarle automaticamente protegge anche l’oceano. Perciò – conclude – noi vogliamo dare come fondazione tutto il nostro sostegno alla sua causa. Difendiamo il nostro Oceano».
Riccardo Lo Re
