Nove cantieri per Porto Cervo «Così rilanceremo la Marina»

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Mario Ferraro, amministratore delegato della Smeralda holding, presenta i progetti del gruppo Con l’ampliamento del molo A dalla prossima estate si potranno ospitare anche i grandi yacht

Differenziazione e innovazione. Sono le parole chiave del piano strategico da 110 milioni di euro per rendere più appetibile la destinazione turistica Costa Smeralda nel Mediterraneo. L’investimento programmato in 5 anni dalla Smeralda holding potenzia l’ospitalità extra lusso. Al momento ci sono nove cantieri aperti. Non solo interventi di ammodernamento degli hotel pentastellati, la riqualificazione di Porto Cervo passa anche attraverso il progetto di rilancio della Marina e del cantiere nautico. Con una riorganizzazione funzionale del porto, che ospita 700 posti barca.

«Un progetto di conversione parziale da attuare in uno step successivo, previsto nel 2021-2023 – spiega l’ad della Smeralda holding, Mario Ferraro –. Prevede una riduzione del cantiere nautico per creare un’area turistica. Il cantiere di supporto ai diportisti ci sarà sempre, ma non può avere uno sviluppo industriale per i limiti di grandezza. Il progetto è legato al rilascio delle concessioni edilizie. Con i nostri consulenti stiamo verificando se sia o meno fattibile. Insomma, siamo nella fase di analisi e studio». Nel frattempo la Smeralda Holding porta avanti il programma di riqualificazione con la Igy Marinas, la società che gestisce la Marina di Porto Cervo. Comunica che, col progetto di ampliamento del molo A, dalla prossima stagione la Marina sarà in grado di ospitare imbarcazioni di dimensioni rilevanti. Lo scorso anno nel cantiere sono stati investiti 600mila euro, 3 milioni nella Marina, che incide per il 10% sul fatturato del gruppo. «Nel 2019 sono già stanziati e approvati mezzo milione di euro per altri interventi di riqualificazione del cantiere e 580mila euro per la Marina – annuncia Ferraro – gli investimenti servono a riqualificare l’offerta turistica». L’ad sottolinea che non c’è alcuna intenzione di smantellare le due strutture: «Puntiamo a farle crescere e creare nuovi posti di lavoro. L’obiettivo è arricchire il territorio creando aspettative elevate e a lungo respiro a tutti i portatori di interesse». Il cronoprogramma risponde alle priorità. «La scelta di affiancarsi con il miglior partner della marina nel mondo conferma la valenza strategica primaria del porto, migliorarlo significa farlo diventare un 7 stelle – dice Ferraro, esaltando le peculiarità della struttura, meta di yacht e mega yacht –. Nel 2018 abbiamo realizzato e messo a norma impianti elettrici e di illuminazione, ora ci concentriamo sui progetti di rilancio». La riqualificazione dell’offerta turistica nella meta più ambita del turismo d’eccellenza internazionale in Sardegna è iniziata lo scorso anno anche con l’apertura del Waterfront Costa Smeralda, il luxury temporary store sulla banchina di Porto Vecchio, con brand di fama mondiale, eventi inediti e atelier di lusso. «Una strategia di valorizzazione con altri asset per rianimare anche la parte della Marina nuova, impoverita – dice – il prossimo annodaremo vita a un’area lounge riservata ai proprietari e capitani di barche. Un’offerta su misura per i diportisti, con piccola ristorazione e una palestra». Dietro al piano strategico di riqualificazione l’obiettivo di far vivere Porto Cervo almeno sette mesi all’anno, contro gli attuali quattro. 

Davide Mosca

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