Nautica in cifre: la filiera vale 13 miliardi di dollari

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Il report di Confindustria è stato presentato a Milano davanti agli operatori del settore

13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati, con una crescita dell’occupazione del 5,6%. Sono questi i dati più rilevanti emersi dai nuovi rapporti “La Nautica in Cifre Monitor – Trend di mercato 2025/2026”, realizzato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica e Fondazione Edison, e “Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026”, a cura di Fondazione Symbola, presentati oggi a Milano presso Palazzo Edison.

I rapporti confermano che l’industria nautica italiana rappresenta tra le filiere manifatturiere più importanti  del Made in Italy per impatto economico, occupazione, nonostante le oscillazioni e le crisi geopolitiche degli ultimi tempi. I numeri mostrano una capacità della cantieristica italiana di rafforzarsi ottenendo una maggiore competitività in tutta la filiera. In uno scenario internazionale in costante trasformazione (si pensi per esempio ai dazi del governo statunitense), è un punto di forza che ha permesso al settore di crescere sia a livello tecnologico che economico.

«La nautica da diporto italiana – dichiara Marco Fortis, Vicepresidente di Fondazione Edison, partner scientifico della Nautica in Cifre – si posiziona sul podio più alto tra gli esportatori a livello mondiale e si configura sempre più come una delle punte di diamante del nostro commercio estero: nell’ultimo anno scorrevole (novembre 2024-ottobre 2025) l’export ha raggiunto e superato i 4 miliardi di euro, registrando uno dei migliori risultati di sempre e confermandosi uno dei settori con i maggiori tassi di crescita dell’ultimo decennio (il quinto in assoluto, considerando i settori Ateco a 4 cifre e aventi un export nel 2024 superiore ai 2 miliardi di euro)».

Le aziende guardano comunque con grande attenzione la situazione geopolitica ed economica mondiale. Tra i fattori esaminati, le tensioni politiche emergono come l’elemento più destabilizzante. Anche gli alti tassi di interesse risultano particolarmente incisivi, insieme al costo del lavoro, considerato di notevole importanza. Sebbene la criticità registrata nelle ultime stagioni si sia progressivamente attenuata, le giacenze di magazzino continuano a rappresentare un problema significativo per molti operatori.

Ottima invece la tendenza nel comparto superyacht come confermato da Boat International nel Superyacht Global Order Book 2026. A fronte di una riduzione degli ordini mondiali di circa il 4% (da 1.138 a 1.093), l’Italia è in crescita di 2 punti, raggiungendo il 52%, con un numero di unità pari a 568 ordini.

Riccardo Lo Re