A Loiri Porto San Paolo nasce il futuro delle Guardie Ambientali Marine: linee guida e operatività nel piano di Worldrise

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Il primo Workshop Interforze sulla sorveglianza delle AMP segna il debutto di un modello operativo innovativo, trasformando la Sardegna nel laboratorio nazionale per la protezione del Mediterraneo

Il futuro della tutela marina in Italia ha trovato il suo nuovo centro di gravità a Loiri Porto San Paolo. In un contesto dove la protezione delle nostre coste è spesso limitata dalla carenza di risorse, il primo Workshop Interforze sulla sorveglianza accessoria ha gettato le basi per una trasformazione radicale. Al centro di questa rivoluzione c’è la figura della Guardia Ambientale Marina, un profilo professionale nuovo, altamente specializzato, destinato a diventare il braccio operativo delle Aree Marine Protette (AMP). Levento, promosso da Worldrise e dalla sua presidente Mariasole Bianco, ha trasformato Loiri Porto San Paolo in un laboratorio a cielo aperto. Qui, per la prima volta, lesperienza di chi gestisce il territorio si è fusa con la visione strategica di unorganizzazione che da oltre dieci anni lotta per la salvaguardia delloceano. Il workshop ha riunito i principali attori della vigilanza e della conservazione sarda per definire un protocollo d’azione che parta dalla formazione d’eccellenza. Le nuove linee guida emerse dal confronto puntano a creare un corpo di guardie capace di integrare competenze giuridiche fondamentali, una conoscenza scientifica approfondita dellecosistema marino e una spiccata capacità relazionale. Non si tratta solo di sorvegliare, ma di saper comunicare il valore della biodiversità agli utenti del mare, prevenendo gli illeciti attraverso l’educazione e la presenza costante. La formazione proposta mira a un riconoscimento istituzionale regionale, garantendo standard qualitativi omogenei che possano rendere questo modello replicabile su scala nazionale. Mariasole Bianco ha ribadito con forza la necessità di questo cambio di paradigma: Questo workshop nasce per costruire un modello concreto, coordinato e riconosciuto a livello istituzionale, grazie al contributo di enti, esperti e team scientifico. Facilitare il dialogo tra tutti gli attori è fondamentale per rafforzare la gestione efficace delle AMP e garantire un futuro sostenibile ai nostri mari.” Sotto la guida di Worldrise, il progetto ambisce a superare quel critico dato dello 0,06% di mari protetti efficacemente in Italia, puntando dritto verso gli obiettivi internazionali della strategia 30×30. L’impegno nato a Loiri Porto San Paolo si tradurrà già nel corso del 2026 in azioni pilota concrete. Le future Guardie Ambientali Marine rappresentano l’anello mancante in una catena di protezione che finalmente unisce istituzioni, forze dell’ordine e cittadinanza attiva. Con questo piano formativo e operativo, la Sardegna non si limita a proteggere le proprie acque, ma definisce gli standard di sicurezza ambientale che lintero Mediterraneo dovrà seguire nei prossimi anni.

Davide Mosca