È quanto è emerso dal programma di residenza artistica As Above, So Below che ha visto protagonisti Yoko Shimizu e Antoine Bertin in collaborazione con One Ocean
Arte, ecologia e sostenibilità per immaginare nuovi scenari per il futuro del nostro Pianeta. È il risultato di un percorso partito da lontano. Un viaggio dove la creatività sceglie di sposare la rotta tracciata dalla scienza. Se c’è infatti un urgenza che incombe in questi ultimi anni è di un cambio dei nostri comportamenti quotidiani. Un impegno che può tradursi in iniziative, attività e piccoli gesti compiuti da ognuno di noi. One Ocean Foundation e ZEITGEIST19 hanno scritto una nuova pagina per proteggere il mare e l’intero ecosistema: un programma di residenza artistica alla presenza della bio-artista Yoko Shimizu e dell’artista multidisciplinare Antoine Bertin, con la cooperazione con SerenDPT.
Si tratta di un progetto che rientra nel piano di ricerca transdisciplinare As Above, So Below. Un capitolo che vede come protagonista anche One Ocean Foundation che ritiene l’arte un mezzo efficace per aumentare la consapevolezza sulle questioni ambientali, a partire dalla conservazione dei nostri oceani. Per farlo occorre raccogliere e includere ogni tipo di linguaggio, non solo quello scientifico. Ed è ciò che è successo: uno scambio interdisciplinare con scienziati, ricercatori, creativi e pensatori legati al mondo della sostenibilità. Il titolo riassume perfettamente gli intenti di questo progetto: che ciò che è in basso è come ciò che è in alto; e ciò che è in alto è come ciò che è in basso. Non ci sono dunque differenze tra le leggi della scienza e dell’arte, regolate in questo caso da una visione comune che pone al centro il rapporto tra esseri umani, la natura e l’universo. As Above, So Below riesce quindi a tramutare l’indagine scientifica in un percorso artistico coinvolgente come quello di Yoko Shimizu, bio-artista e ricercatrice giapponese capace di unire biologia e sostenibilità usando l’arte contemporanea e il design. Nel corso della residenza Yoko è stata a bordo del catamarano ONE del progetto M.A.R.E. (Marine Adventure for Research and Education) nel Mar Mediterraneo, al largo della Grecia, cooperando insieme al team di One Ocean Foundation e con biologi marini.
Antoine, invece, si serve delle onde sonore per creare delle esperienze d’ascolto immersive in modo da connetterci con il mondo vivente. Nell’arco della sua residenza è stato ospitato nella chiesa quattrocentesca dei Santi Cosma e Damiano, oggi la casa dell’H3 Factory. Il centro, fondato da SerenDPT nell’isola della Giudecca a Venezia, ha come scopo di legare insieme ricerca scientifica, performance artistiche e startup della blue economy. Un mondo tutto interconnesso per cercare delle soluzioni adatte a cambiare il futuro.
Riccardo Lo Re
