Il progetto pilota prevede di ricreare un habitat per questi meravigliosi organismi acquatici
Nel cuore del Mar Piccolo di Taranto prende vita un progetto ambizioso e innovativo, che ha come obiettivo la tutela dei cavallucci marini, creature simboliche del Mediterraneo oggi sempre più rare. L’iniziativa, coordinata dalla One Ocean Foundation, vede la collaborazione di ROCKWOOL, del Parco Naturale Regionale del Mar Piccolo, del CNR-IAS di Palermo e dell’Università di Bari, che ne cura gli aspetti scientifici. Al centro di questo progetto c’è la realizzazione di strutture artificiali pensate per migliorare l’habitat di due specie di cavallucci marini presenti nel Mediterraneo, l’Hippocampus guttulatus e l’Hippocampus hippocampus. Queste specie, che prediligono ambienti complessi e ricchi di microhabitat, trovano sempre più difficoltà a sopravvivere nei fondali fangosi e sabbiosi del Mar Piccolo. Le nuove strutture mirano a creare ambienti più variegati e accoglienti, favorendo il ripopolamento di queste affascinanti creature. Una caratteristica unica del progetto è l’utilizzo della lana di roccia, un materiale di origine vulcanica solitamente usato in edilizia e agricoltura. Prodotta dall’azienda danese ROCKWOOL, questa sostanza è stata scelta per la sua resistenza, porosità e capacità di favorire l’insediamento di organismi marini. Grazie alla sua texture, la lana di roccia si presta a ospitare alghe, invertebrati e crostacei, che rappresentano una fonte di cibo essenziale per i cavallucci marini. Le piattaforme progettate non solo offrono rifugi sicuri, ma contribuiscono anche ad arricchire la biodiversità complessiva del fondale marino. Il progetto si basa su un attento studio scientifico condotto dall’Università di Bari e dal CNR-IAS di Palermo, con l’obiettivo di ricreare un ambiente marino più ricco e variegato. Le strutture sono state progettate per ridurre la frammentazione degli habitat naturali e creare condizioni favorevoli alla crescita di nuove popolazioni di cavallucci marini.
A partire dall’ottobre 2023, il team scientifico sta effettuando monitoraggi mensili utilizzando immersioni subacquee e droni acquatici. I dati raccolti indicano che entrambe le specie di cavallucci marini hanno cominciato a insediarsi sulle strutture, con una presenza più consistente di Hippocampus guttulatus. Inoltre, le piattaforme stanno attirando una varietà crescente di organismi marini, segno di un ecosistema in ripresa. Questo arricchimento della biodiversità rappresenta un segnale positivo per la resilienza dell’intero ambiente del Mar Piccolo.
L’iniziativa del Mar Piccolo non si limita a preservare una specie simbolo del Mediterraneo, ma propone anche un approccio sostenibile replicabile in altri contesti. L’uso innovativo di un materiale come la lana di roccia dimostra come tecnologie già esistenti possano essere adattate per scopi ecologici, creando un impatto positivo sull’ambiente marino. Grazie alla sinergia tra ricerca scientifica, sostenibilità e innovazione, questo progetto rappresenta un importante passo avanti nella tutela della biodiversità marina. Il ritorno dei cavallucci marini nel Mar Piccolo di Taranto è la prova che interventi mirati e ben progettati possono fare la differenza nella salvaguardia degli ecosistemi a rischio.
Davide Mosca
