Una storia di eroi caduti per il nostro Paese e onorati con un cerimonia che ne celebra la memoria
Un boato nel cielo, il mare che inghiotte un gigante d’acciaio, 1.393 vite spezzate in pochi minuti. Il 9 settembre 1943 la Corazzata Roma, orgoglio della Regia Marina Italiana, veniva affondata nel Golfo dell’Asinara dalle bombe dell’aviazione tedesca. Oggi, a 82 anni di distanza, Porto Torres e La Maddalena continuano a ricordare quel sacrificio con la stessa intensità di allora. All’indomani dell’annuncio dell’armistizio che sancì la fine dell’alleanza tra l’Italia e la Germania nazista, la Regia Marina visse una delle sue pagine più tragiche. Nel Golfo dell’Asinara, a sole 16 miglia dalla costa, la Corazzata Roma, nave ammiraglia della flotta italiana, fu colpita e affondata dalle bombe radiocomandate dell’aviazione tedesca. Persero la vita 1.393 marinai, insieme al comandante della nave, capitano di vascello Adone Del Cima, e all’ammiraglio Carlo Bergamini, a capo delle Forze Navali da Battaglia.
Lo stesso giorno, nelle acque dell’arcipelago della Maddalena, anche i cacciatorpediniere Da Noli e Vivaldi vennero affondati, causando altre 270 vittime.
Ottantadue anni dopo, la memoria di quei caduti è ancora viva. Anche quest’anno, l’amministrazione comunale di Porto Torres ha reso loro omaggio con una cerimonia solenne in Piazza Caduti 9 settembre 1943, davanti al monumento eretto nel Belvedere di Balai. Dopo l’alzabandiera, il sindaco Massimo Mulas, accompagnato dalla Polizia Locale, ha deposto una corona d’alloro ai piedi del monumento. La celebrazione, coordinata dal cerimoniere Antonio Chessa, è proseguita con la lettura della Preghiera del marinaio da parte del sottotenente di vascello Davide Forleo, della Capitaneria di Porto. Nel suo intervento, il sindaco Mulas ha ricordato il sacrificio di quei giovani marinai e ammonito sulle atrocità della guerra: «Rendere viva questa memoria significa ricordare che ogni conflitto porta con sé solo sofferenza e morte. Il nostro dovere, oggi, è coltivare la pace tra i popoli, come sancito dall’articolo 11 della Costituzione».

Anche il consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, Antonello Urru, ha sottolineato l’importanza del ricordo: «Chi è partito per l’ultima missione, senza tornare in porto, rimane accanto a noi per sempre». Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, associazioni d’arma e numerosi cittadini. Il 9 settembre si è svolta anche a La Maddalena la Giornata della memoria dei marinai scomparsi in mare, giunta al suo 76° anniversario. La commemorazione ha avuto luogo nel Piazzale Avegno della Scuola Sottufficiali della Marina Militare, seguita dalla deposizione di una corona d’alloro presso il monumento La Procellaria, sull’Isolotto della Paura. La cerimonia ha voluto onorare non soltanto i caduti della Corazzata Roma, ma tutti i marinai, militari e civili, che hanno perso la vita in mare durante le operazioni navali e i conflitti. Tra i presenti, le autorità civili, militari e religiose dell’isola, insieme ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia e delle associazioni d’arma. Il tributo si è esteso anche al mare. La fregata Bergamini, impegnata nelle acque del Mediterraneo nell’ambito dell’operazione NATO SNMG2, ha commemorato l’affondamento della Roma con la cerimonia dell’ammaina bandiera solenne. Al calar del sole, l’equipaggio si è raccolto sull’attenti, ascoltando la lettura della motivazione della medaglia d’oro al valor militare e la Preghiera del marinaio, in uno dei momenti più suggestivi e antichi della tradizione navale. Per decenni, la Roma è rimasta avvolta nel mistero delle sue acque profonde. Solo nel 2012, dopo 69 anni, il relitto è stato individuato a circa 1.000 metri di profondità, grazie al lavoro dell’ingegnere Guido Gay e delle sue apparecchiature subacquee Pluto, imbarcate sul catamarano Daedalus. La Marina Militare ha confermato l’identificazione dei resti, riconoscendo ufficialmente il sito come uno dei più importanti sacrari del mare italiano. L’affondamento della Corazzata Roma non è soltanto un capitolo della storia navale italiana: è un monito universale contro gli orrori della guerra. Le cerimonie che ogni anno si svolgono tra Porto Torres, La Maddalena e il mare dell’Asinara non sono soltanto tributi formali, ma momenti di riflessione collettiva. Nel silenzio delle profondità marine, la Roma continua a custodire un messaggio di pace che, dopo 82 anni, resta più attuale che mai.
Davide Mosca
