La Gallura punta sulla nautica: export in aumento nel primo trimestre

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Nella prima fase del 2025 è stata registrata una crescita delle esportazioni di barche secondo quanto emerge dai dati del Centro Studi del Cipnes

 

Segnali più che positivi dal comparto nautico in Gallura. Da quanto si apprende dai dati Istat pubblicati l’11 giugno 2025 ed rielaborati dalla Comunicazione e Centro Studi del Cipnes Gallura, l’export è cresciuta nel primo trimestre del 2025, passando da 944.621 euro nei primi tre mesi del 2024 a 3.750.000 euro. Tradotto: un incremento di quasi il 300%. Sono numeri confortanti e decisamente importanti per un settore che più di ogni altro sta trainando l’economia dell’isola, escludendo il turismo. I dati dell’esportazione sono aumentati grazie a tre mercati in particolare: il Regno Unito, con acquisti per 3,7 milioni di euro; la Libia con 950 mila euro; e gli Emirati Arabi Uniti con 778 mila euro.

Tutto ciò sta generando degli effetti positivi nel Nord Est della Sardegna che, oltre a poter contare su vessilli di assoluta eccellenza come la Marina di Porto Cervo che accoglie ogni anno turisti da tutto il mondo con un servizio di qualità, sta diventando attrattiva a livello mondiale. Il lavoro delle aziende è di rafforzare il ruolo dell’isola nell’economia produttiva europea e globale. Un sogno che è diventato reale con obiettivi che sono sempre di più a portata di mano. Per raggiungere simili traguardi serve uno sviluppo che sia concreto e sostenibile per l’industria nautica. Occorrono investimenti in grado di consolidare la competitività internazionale delle imprese sarde.  Ma soprattutto è necessario finanziare dei progetti che puntano all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione e alla transizione verde. Da questo punto di vista la destinazione Costa Smeralda svolge un ruolo fondamentale per la crescita del territorio. Oltre a offrire degli approdi all’avanguardia in grado di soddisfare qualunque esigenza dell’armatore, Porto Cervo ha dalla sua parte One Ocean che negli ultimi anni sta instaurando un dialogo costruttivo con le imprese promuovendo un approccio allo sviluppo sostenibile nel rispetto delle risorse presenti in mare. L’economia blu è proprio questo: una visione di un futuro di crescita e di rispetto della biodiversità; un modello efficiente di utilizzo delle risorse presenti nel Pianeta che punti anche alla tutela e al ripristino dell’ecosistema marino.


Riccardo Lo Re