Il resoconto della prima giornata sotto il cielo azzurro di Porto Cervo. Oggi una prevista una prova costiera di 28 miglia tra le isole dell’Arcipelago di La Maddalena
Un inizio coi fiocchi per la Giorgio Armani Superyacht Regatta. Le condizioni meteo e il vento di maestrale di circa 14 nodi hanno permesso una partenza ottimale della flotta, partita puntuale come da programma. Alle 12 a dare il via alle danze è stato Dubois di 100 piedi Nostromo, il primo dei superyacht impegnati nella regata. A quel punto ogni superyacht è partito a due minuti di distanza l’uno dall’altro, con il sistema staggered start come previsto dalla gara.
Nel corso della regata i superyacht si sono raggruppati, rendendo spettacolari i passaggi dietro le isole del percorso. Nella giornata di giovedì il Comitato di regata ha optato per una prova costiera di 28 miglia tra le isole dell’Arcipelago di La Maddalena per entrambe le flotte, Blue e White.
Dopo la partenza i superyacht hanno fatto tappa vici il passo delle Bisce, lasciato a destra la secca di Tre Monti per dirigersi verso l’isolotto dei Monaci. Da qui sotto gennaker sono scesi verso sud doppiando l’isola di Soffi, per concludere infine davanti a Porto Cervo.

Nella flotta Blue spicca lo Swan 115 Moat del socio YCCS Juan Ball, con Cole Parada alla tattica. Una prova che gli ha permesso di mettersi al primo posto per soli 50 secondi in tempo corretto sul Southern Wind 108 Gelliceaux. In terza posizione per Cervo, il Vitters di 39 metri per la prima volta in regata alla Giorgio Armani Superyacht Regatta.
Nel caso invece della flotta White, da segnalare la prestazione del Nostromo, primo anche nella Corinthian Division; alla tattica il velista danese Jesper Bank, vincitore di tre medaglie olimpiche. I Southern Wind Liberty Squared e SØRVIND by Giorgio Armani hanno guadagnato rispettivamente il secondo e il terzo posto nella classifica provvisoria.
Infine la classifica del Southern Wind Trophy, riservata alle barche del cantiere. In questao caso al comando troviamo Gelliceaux su Morgana e Liberty Squared.
Riccardo Lo Re
