Gallura e Salerno unite per la Blue Economy: patto per lo sviluppo sostenibile

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L’ accordo punta a promuovere insieme l’industria nautica, le infrastrutture portuali e l’innovazione

Gallura e Salerno, due eccellenze territoriali unite per il futuro della Blue Economy. È quanto è emerso dal forum «Dialogo tra le sponde del Tirreno – Blue Economy, Turismo e Competenze», promosso dal Consorzio ASI Salerno e dal Cipnes Gallura e ospitato il 16 ottobre 2026 nella Camera di Commercio di Salerno.

All’incontro hanno preso parte le istituzioni, le università e gli esponenti del mondo produttivo di Sardegna e Campania. Una sinergia che porterà a una possibile formalizzazione di un patto duraturo. L’obiettivo è di creare una cooperazione stabile tra due territori che hanno molti elementi in comune: un sistema marittimo efficiente, e una destinazione turistica di assoluto prestigio come Porto Cervo e la Costiera Amalfitana. Dal confronto è emersa la possibilità   di un accordo entro novembre 2026 e di una nuova tappa del forum in Gallura nella primavera del 2027, in modo da costruire dei progetti comune e condividere esperienze e competenze tra le imprese.

L’iniziativa si colloca nel quadro del Piano regionale per l’internazionalizzazione dell’industria nautica della Sardegna, promosso dalla Regione e realizzato dal Cipnes Gallura. Un progetto che punta a incentivare nuovi investimenti produttivi e consolidare le filiere strategiche della nautica, dal refitting ai servizi avanzati, fino all’innovazione tecnologica.

Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione Sardegna e assessore della Programmazione e del Bilancio, ha richiamato l’attenzione sullo sviluppo di politiche capaci di garantire continuità agli investimenti e andare oltre i vincoli di mandato. «Le competenze nella Blue Economy sono una scelta strategica che travalica i cicli politici», ha spiegato il vicepresidente. Meloni ha inoltre illustrato le misure regionali a sostegno degli investimenti produttivi, sottolineando che, stando ai dati presentati, oltre l’85 per cento delle risorse del Programma FESR, per un valore complessivo superiore a 1,5 miliardi di euro, è già stato programmato.

Il sindaco di Olbia e presidente della Provincia Nord Est Sardegna-Gallura, Settimo Nizzi sottolinea invece l’importanza di costruire delle infrastrutture moderne, attrarre investimenti internazionali e rafforzare la formazione tecnica e universitaria. Un altro punto cruciale riguarda l’innovazione e l’evoluzione dei cantieri data la diffusione di robot, macchine a controllo numerico e software avanzati per la produzione navale. Per questo, in una visione d’insieme, i ruolo dell’industria nautica assume un ruolo rilevante enllo sviluppo economico e occupazionale di un territorio.

Livio Fideli, presidente del Cipnes Gallura, ha mostrato l’impegno del Consorzio nella promozione internazionale del comparto, sottolineando una carenza di personale sempre più evidente. Fideli ha portato l’esempio di un cantiere nautico di Olbia, che prevede di inserire 110 nuove risorse nei prossimi due anni, evidenziando le criticità legate alla formazione di nuove figure richieste dalle aziende. «Servono ingegneri, tecnici, manager: figure che il mercato richiede con forza ma che in questo momento in Sardegna non abbiamo, costringendoci ad andare a prenderle all’esterno».

Aldo Carta, direttore generale del Cipnes Gallura e presidente di UniOlbia, ha infine illustrato l’idea dello sviluppo nautico del futuro. Quest’anno, tra giugno e agosto, sono transitati 3.176 superyacht nelle acque della Gallura. Un dato in crescita del 9,97 per cento rispetto al 2025. «Oggi –  ha dichiarato Carta – la vera sfida è trasformare quel flusso turistico in un processo manifatturiero, infrastrutturando il territorio e offrendo servizi d’eccellenza».

Riccardo Lo Re