È la richiesta dell’European Boating Industry visti i rischi per le oltre 32.000 aziende del territorio
Cresce la preoccupazione in Unione Europea dopo l’annuncio dei dazi al 20% da parte dell’amministrazione Trump. Da quando sono state introdotte queste barriere commerciali verso i beni importati negli Stati Uniti, tutti i settori sono in questo momento in allerta viste le possibili conseguenze per le imprese del territorio. Oltre alle fibrillazioni delle borse, bisogna tenere conto anche degli effetti sul mercato, dall’aumento dei prezzi per i consumatori al crollo delle vendite per le singole aziende.
La nautica non è esclusa da questa tempesta economica che si sta abbattendo nel vecchio continente. Il settore della nautica da diporto, unicamente “Made In Europe”, è composto da oltre 32.000 aziende e 280.000 addetti che quotidianamente contribuiscono a costruire imbarcazioni moderne e all’avanguardia. Eppure c’è un dato da tenere d’occhio: oltre il 96% delle aziende del settore sono piccole medie imprese. Una fetta consistente che, stando a quanto emerge dagli ultimi studi, sarà quella maggiormente colpita dai dazi importi dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
L’European Boating Industry (EBI) è in costante dialogo con le istituzioni dell’Unione Europea. L’associazione, in una nota, ha voluto esprimere tutta la sua contrarietà alle “tariffe reciproche” di Trump visti i potenziali rischi per le aziende su entrambe le sponde dell’Atlantico. L’industria nautica è sempre più interconnessa a livello globale considerando il ruolo centrale del Nord America e dell’Europa in questo mercato. «Le tariffe, in questo caso, andrebbero a interrompere le attività commerciali. Ostacolano la crescita economica e mettono a repentaglio i posti di lavoro, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI) che costituiscono la spina dorsale dell’industria nautica».
L’associazione «accoglie con favore l’obiettivo dell’UE di raggiungere una soluzione negoziata con gli USA. L’EBI è pronta a contribuire con proposte per migliorare il successo reciproco del settore della nautica da diporto. La rimozione permanente delle tariffe sosterrebbe la crescita economica, i posti di lavoro e gli investimenti su entrambe le sponde dell’Atlantico».
Riccardo Lo Re
