Conclusa la terza edizione del progetto M.A.R.E. nel segno del suono

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Grazie ai rilevamenti acustici i ricercatori hanno potuto rilevare i pericoli derivanti dall’inquinamento acustico umano che influisce negativamente sul comportamento dei mammiferi marini    

E’ uno dei progetti fiore all’occhiello di due delle più importanti realtà italiane legate al mare. Da una parte One Ocean Foundation ex siti dall’altra il prestigioso Circolo Velico Caprera insieme da tre anni a questa parte per monitorare la salute del Mar Mediterraneo e promuovere la conoscenza e la protezione dell’ambiente marino.

Ledizione 2024 del progetto M.A.R.E. ha visto lintroduzione di una novità importante: lanalisi bioacustica. Questa disciplina si concentra sullo studio dei suoni prodotti dai cetacei, mammiferi marini che utilizzano i suoni per una varietà di scopi essenziali, come la comunicazione tra individui, la caccia alle prede e lorientamento negli spazi subacquei. Grazie allutilizzo di un idrofono, uno strumento sofisticato in grado di captare i suoni sottacqua, il team della Fondazione ha potuto ascoltare e registrare una serie di vocalizzazioni prodotte da diverse specie di cetacei.

Le registrazioni effettuate hanno permesso di documentare i suoni di delfini delle specie Stenella coeruleoalba e Tursiops truncatus, di capodogli (Physeter macrocephalus) e di delfini di Risso (Grampus griseus). Tuttavia, lattività umana in mare ha rappresentato uninterferenza non trascurabile: circa 40 delle registrazioni raccolte erano contaminate dal rumore delle imbarcazioni, un elemento di disturbo che rappresenta una minaccia costante per questi mammiferi marini, influenzando negativamente il loro comportamento naturale.

«Lascolto dei suoni – spiegano i promotori del progetto – , sebbene affascinante e rivelatore, non sempre consente di identificare con precisione la specie di cetaceo che li ha prodotti. Per ovviare a questo limite, l’équipe dellOOF, insieme ai ricercatori e agli ospiti coinvolti nel progetto, ha mantenuto una vigilanza costante, nella speranza di avvistare direttamente la megafauna marina. La collaborazione e lattenzione di tutti i partecipanti hanno portato a risultati notevoli: sono stati registrati complessivamente 61 avvistamenti di diversi tipi di animali marini.

Gli avvistamenti non si sono limitati ai soli cetacei. Infatti, durante le osservazioni, sono stati identificati anche altri esemplari di megafauna marina. Tra questi, vi erano pesci luna, tartarughe marine, razze mediterranee e squali. In totale, questi avvistamenti hanno incluso circa 170 individui, offrendo un quadro ricco e variegato della biodiversità presente nellarea di studio.

Il progetto M.A.R.E. del 2024 ha dunque evidenziato limportanza dellanalisi bioacustica come strumento fondamentale per lo studio e la conservazione dei cetacei. Lintegrazione tra lascolto dei suoni e losservazione diretta ha permesso di ottenere dati più completi e accurati, contribuendo a una maggiore comprensione delle dinamiche marine e delle sfide che queste specie devono affrontare a causa delle attività umane. La partecipazione attiva di ricercatori e volontari ha dimostrato come la collaborazione e limpegno collettivo possano fare la differenza nella protezione e nella salvaguardia degli ecosistemi marini.

Davide Mosca