«Un primo passo in avanti», ha commentato il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti».
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha accolto le istanze di Confindustria Nautica per quanto riguarda le concessioni delle Autorità di Sistema Portuale. Una misura che si sofferma sul ruolo della misura del canone nel caso di affidamento delle concessioni demaniali marittime.
Il Mit, con una nota, si è soffermato sulle linee guida in modo da garantire un’applicazione uniforme del quadro normativo in materia di concessioni demaniali marittime, «evitando prassi interpretative idonee, di fatto, ad alterarne l’impianto».
Il ministero ha evidenziato che il canone to non deve avere un ruolo centrale nella selezione del concessionario dato che «produrrebbe il rischio di effetti distorsivi e potenzialmente speculativi, oltre che non assicurare la proficua valorizzazione del bene del demanio marittimo, fine ultimo di ogni procedura selettiva». Al contrario, per il ministero è essenziale concentrarsi su altri fattori «per misurare la proficua utilizzazione del bene demaniale: la qualità degli impianti, dei manufatti e delle strutture da asservire alla concessione; l’offerta di servizi; l’esperienza tecnica e professionale dell’offerente».
Per il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti si tratta di «un primo passo che viene incontro alle nostre richieste e di cui ringrazio il MIT che esclude che dopo la presentazione di un piano economico finanziario per la realizzazione dell’opera portuale, che evidentemente ingloba il valore del canone, si possa procedere a rialzi nella scelta dell’affidatario. Tuttavia chiediamo che le Regioni si conformino a questo primo orientamento e che sia confermata l’esclusione del canone dai criteri di gara».
Riccardo Lo Re
