Energia, sostenibilità e innovazione tra i temi trattati nella sesta tappa dell’edizione 2026
Le grandi sfide di oggi. Le ambizioni di domani. A Porto Cervo si è parlato il futuro della nautica grazie alla sesta tappa dei Blue Marina Awards, andata in scena al Pevero Golf Club. Sono stati diversi i temi affrontati in questo appuntamento: energia, acqua, mobilità, dati, tecnologie, tutela degli ecosistemi, materiali e gestione del fine vita delle imbarcazioni. Il tutto in un confronto in cui a discutere erano i i principali attori di questo settore: portualità turistica, istituzioni, ricerca e imprese. Il punto non è stato di parlare di grandi obiettivi futuri, ma di conoscere e mettere in pratica delle soluzioni già disponibili, dagli investimenti ai modelli applicabili.
I primi a intervenire sono stati Davide Cerea di Porto Cervo Marina / Smeralda Holding e Walter Vassallo, fondatore dei Blue Marina Awards®. Il tutto con la conduzione di Camilla Rocca di Forbes Italia e Nautica. Uno dei temi affrontati è stato quello de ruolo dei porti turistici. Oggi per stabilire la competitività del luogo non è più il numero e la qualità degli ormeggi, ma è la sua capacità di intrecciarsi con ogni filo che ha permesso di contruire ogni territorio partendo dalle risorse fino alle infrastrutture. Le esigenze sono cambiate. Per questo «un marina oggi deve essere capace di guardare oltre l’ormeggio. Significa lavorare sulla qualità dei servizi, sull’ambiente, sull’innovazione e sul rapporto con il territorio. Porto Cervo vuole continuare a essere un luogo nel quale queste trasformazioni possano essere sperimentate concretamente», ha dichiarato Davide Cerea.

«La transizione diventa sostenibile anche sul piano economico quando le buone pratiche riescono a trasformarsi in modelli concreti, accessibili e replicabili. Per questo sono fondamentali collaborazione, strumenti adeguati e capacità di misurare i risultati. Il confronto promosso attraverso i Blue Marina Awards offre un’occasione per mettere in rete esperienze e soluzioni che possono contribuire alla crescita e alla qualificazione dell’intero sistema della portualità turistica italiana», ha commentato Luciano Serra, presidente di ASSONAT-Confcommercio.
Un porto deve essere capace di generare effetti oltre i propri confini, dal turismo, ai servizi, passando per il mondo delle imprese, creando occupazione e attrattività per la destinazione. Al confronto hanno contribuito anche il Capitano di Vascello Amedeo Nacarlo, intervenuto in rappresentanza del Direttore Marittimo del Nord Sardegna Gianluca D’Agostino, e l’Amministrazione comunale di Arzachena. Con la Capitaneria l’attenzione si è concentrata sulla tutela del mare, sulla prevenzione degli scarichi e sulla necessità di tradurre le regole in procedure e comportamenti quotidiani condivisi tra marina, operatori e diportisti; con il Comune, sul ruolo del porto turistico nella strategia economica e turistica del territorio e sulla collaborazione tra amministrazione, marina e imprese.

Un altro tema centrale è quello delle infrastrutture e delle tecnologie che possono trasformare il marina da semplice utilizzatore di informazioni a presidio capace di osservare, prevenire, decidere e gestire risorse, infrastrutture e rischi in modo più efficace. «Non tutte le tecnologie sono sostenibili in ogni contesto, lo diventano quando producono un miglioramento misurabile con costi e impatti proporzionati. In un marina l’efficienza non riguarda soltanto l’energia, ma più in generale la gestione delle risorse e il rapporto con l’ecosistema costiero. I benefici ambientali possono coesistere con minori costi di gestione e servizi migliori e più accessibili», ha affermato Francesco Martellini, Consiglio Nazionale di Amici della Terra. Sul tema sono intervenute anche Emma Sarti di Porto Cervo Marina / Smeralda Holding, con l’esperienza maturata nella gestione operativa del marina, e Laura Andaloro del CNR, che ha affrontato opportunità e limiti dei nuovi vettori energetici per portualità e nautica. Il confronto ha coinvolto Gianfranco Bacchi, 122° Comandante dell’Amerigo Vespucci, Joyeeta Das, CEO e founder di Samudra Oceans, Fabio Legni, CEO di Poseidon Software, e Jan Pachner, presidente di One Ocean Foundation.
Un altro tema affrontato nel corso della giornata è stato quello del Circular Yachting, con una visione che va oltre il semplice recupero dei materiali a fine vita. L’obiettivo è ripensare l’intero ciclo di vita delle imbarcazioni, a partire dalla scelta dei materiali e dei prodotti per la manutenzione, passando per la tracciabilità delle filiere, fino ad arrivare alla progettazione, per rendere la nautica sempre più sostenibile e circolare.
L’incontro si è concluso sottolineando l’importanza dei Blue Marina Awards®, che da sistema di rating si è trasformato in un osservatorio permanente della portualità turistica italiana. «Un marchio di riconoscimento fotografa un risultato. Il passaggio successivo è capire come evolve il settore», ha concluso Walter Vassallo, fondatore dei Blue Marina Awards®. «Misurare significa poter confrontare, individuare le esperienze che funzionano e trasformarle in conoscenza utile. Porto Cervo ha dimostrato che mettere insieme marina, istituzioni, ricerca e imprese non serve semplicemente a raccontare la transizione: serve ad accelerarla».
Il viaggio dei Blue Marina Awards si chiuderà a Roma, dove il 21 ottobre, nell’iconica cornice del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, saranno consegnati i marchi di eccellenza della portualità turistica 2026.
Riccardo Lo Re
