Blue Forest entra nel vivo con la raccolta dei semi di Posidonia oceanica

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Il progetto è partito nel 2024 anche nell’Area Marina Protetta e Riserva Naturale Terrestre di Torre Guaceto con risultati soddisfacenti

Prosegue l’impegno di One Ocean a difesa degli ecosistemi marini. Nel 2024 la fondazione ha deciso di avviare un programma di ricerca dedicato allo studio e alla protezione della posidonia oceanica puntando direttamente in Puglia. La destinazione prescelta è unica nel suo genere dato che si parla dell’Area Marina Protetta e Riserva Naturale Terrestre di Torre Guaceto. Ma per ottenere risultati soddisfacenti si è scelto di affidarsi alla professionalità e alla conoscenza della Stazione Zoologica Anton Dohrn in modo da identificare e testare metodi innovativi per il ripristino di questo prezioso ecosistema marino.

Nelle ultime settimane si è passati dunque alla fase operativa del progetto Foresta Blu. I primi semi di posidonia, fanno sapere dalla Fondazione, sono stati trasferiti a riva sulle spiagge di Torre Guaceto. Il personale del parco, insieme a una rete di volontari locali composti in particolare dai ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN), ha provveduto alla prima attività di raccolta dei semi con il coinvolgimento della comunità. Questo punto non va assolutamente sottovalutato dato che è la colonna portante di questa iniziativa. La scienza, oltre a puntare a una conservazione della specie, ha un secondo grande obiettivo che è una portare a una maggiore consapevolezza e comprensione sul rapporto stretto tra l’uomo e l’ambiente.

Alcuni dei semi raccolti saranno fatti germogliare in laboratorio al Sea Turtle Rescue Center del parco. La vasca, per l’occasione, sarà modificata per contenere oltre 1000 blocchi di calcare con i nuovi germogli. Da qui si passera con il trapianto in mare, in programma per agosto 2025, in una zona dove già era presente la Posidonia che sarà ora adatta al restauro.

Per quanto riguarda l’altra metà dei semi sarà piantata direttamente in mare, in modo da consentire un confronto diretto tra le due tecniche di riforestazione. In tal caso i supporti di ancoraggio saranno creati  con materiale calcarea di provenienza locale. L’uso di stuoie biodegradabili sarà deciso solo al termine di un’indagine in loco che servirà a stabilire se sono presenti dei detriti di Posidonia.

Riccardo Lo Re