America’s Cup, svolta storica: nasce l’alleanza dei cinque team per blindare il futuro

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I protagonisti di questa svolta sono i pesi massimi della vela internazionale: il Defender Emirates Team New Zealand, il Challenger of Record Athena Racing, Luna Rossa, Tudor Team Alinghi e i francesi di K-Challenge

Mentre nel Golfo degli Angeli a Cagliari il team di Luna Rossa Prada Pirelli prosegue senza sosta gli allenamenti, testando i limiti dei materiali e degli uomini nelle acque di casa a Cagliari, a terra si è appena consumato un passaggio storico destinato a cambiare per sempre il volto della competizione velica più antica del mondo. Il 22 dicembre 2025 scorso  è stato  ufficialmente annunciata la nascita dellAmericas Cup Partnership (ACP), unalleanza strategica tra i cinque team fondatori che trasforma la Coppa da evento episodico a struttura sportiva solida e continuativa. I protagonisti di questa svolta sono i pesi massimi della vela internazionale: il Defender Emirates Team New Zealand, il Challenger of Record Athena Racing, Luna Rossa, Tudor Team Alinghi e i francesi di K-Challenge. Insieme hanno deciso di archiviare 174 anni di incertezze, spesso legate ai capricci del vincitore di turno, per inaugurare una governance unificata dedicata alla stabilità e alla crescita a lungo termine del trofeo.

Liniziativa segue la scia del Protocollo già siglato lo scorso agosto tra i neozelandesi e i britannici, che aveva definito i termini della prossima Louis Vuitton 38^ Americas Cup a Napoli nel 2027, ma ora il progetto si allarga abbracciando una visione collettiva. L’obiettivo primario è garantire un calendario certo: l’America’s Cup diventerà un appuntamento biennale. Questa regolarità permetterà a tifosi, sponsor e televisioni di pianificare con certezza, superando i lunghi e aleatori periodi di silenzio che storicamente hanno afflitto l’evento. A gestire il tutto non sarà più il solo Defender, ma un management indipendente di livello internazionale, focalizzato sulleccellenza sportiva e sullo sviluppo commerciale, con nuove regole di fair play finanziario per livellare il campo di regata attraverso il controllo dei costi e la condivisione dei ricavi. Nonostante la riorganizzazione manageriale, il cuore pulsante della Coppa resterà la sfida tecnologica estrema. Gli AC75 continueranno a essere i protagonisti assoluti: bolidi capaci di volare sull’acqua a 55,6 nodi (quasi 103 km/h), gestiti da sistemi con una potenza di calcolo pari a cinque monoposto di Formula 1. Eppure, la vera rivoluzione a bordo per la prossima edizione di Napoli non sarà solo ingegneristica ma umana: il regolamento imporrà la presenza di almeno una donna a bordo degli AC75, rendendo l’inclusione un fattore strutturale e non più accessorio. Le reazioni dei protagonisti confermano la portata dell’accordo.

Grant Dalton, CEO dei kiwi, ha parlato della necessità di preservare la straordinarietà della Coppa costruendo però un modello sostenibile, mentre Max Sirena, dal quartier generale di Cagliari, ha sottolineato come la scelta di Luna Rossa di aderire al progetto sia un atto di responsabilità verso i tifosi e le future generazioni di velisti italiani, garantendo stabilità senza tradire i valori della competizione. Una visione condivisa anche da Sir Ben Ainslie, Ernesto Bertarelli e Stephan Kandler, concordi nel ritenere che questa struttura trasparente permetterà alla vela di competere alla pari con le principali proprietà sportive mondiali.Il cammino verso la 38esima edizione è ormai tracciato. I cinque team fondatori si ritroveranno a Napoli il prossimo 21 gennaio 2026 per svelare ulteriori dettagli sulla partnership e le date ufficiali del Match che infiammerà il Golfo partenopeo. La porta per entrare in questa nuova “lega”, tuttavia, resta socchiusa ancora per poco: il periodo di iscrizione per eventuali nuovi sfidanti rimarrà aperto fino al 31 gennaio 2026. Dalle acque di Cagliari a quelle di Napoli, l’America’s Cup entra ufficialmente in una nuova era.

Davide Mosca