A Cagliari è tutto pronto per l’America’s Cup World Series

News

Nel capoluogo sardo saranno testati i nuovi monoscafi della classe AC 75. Grande attesa per la prova di Luna Rossa

Lo spettacolo sarà di quelli difficili da dimenticare. In primavera il mare che bagna la città di Cagliari farà da quinta naturale alla America’s Cup World Series. All’attesissimo evento si lavora già da un pezzo e ormai mancano soltanto gli ultimi dettagli. La competizione, che è una sorta di riscaldamento in vista della 36esima edizione dell’America’s Cup in programma nel 2021 in Nuova Zelanda, andrà in scena nel capoluogo sardo dal 23 al 26 aprile. Un appuntamento fondamentale per i team che il prossimo anno andranno a caccia del più famoso trofeo della storia della vela.

La manifestazione sportiva richiamerà numerosi tifosi e appassionati. La città di Cagliari, oltre che per le perfette condizioni, è stata scelta anche per un altro motivo: è la nuova base operativa di Luna Rossa Prada Pirelli. Proprio in Sardegna alcuni dei team più forti al mondo potranno testare i rivoluzionari e innovativi monoscafi della classe AC 75, che permettono alle barche di “volare” sul pelo del mare e di raggiungere velocità piuttosto importanti. Monoscafi lunghi 20 metri e larghi 5, con un albero di 26 metri, che rappresentano l’ultima frontiera dell’ingegneria nautica.

Le regate si svolgeranno di fronte al porto cagliaritano, in modo che tutta la città possa assistere allo spettacolo. In Sardegna, secondo la formula del match-race, si sfideranno gli equipaggi di Emirates Team New Zeland, dell’inglese Ineos Team UK, della statuintense American Magic e ovviamente gli italiani di Luna Rossa Prada Pirelli. Le gare si svolgeranno tutte tra le 14 e le 16. Sul lungomare di Cagliari, in via Roma, sarà allestito il Villaggio Regate delle Acws Sardegna. Un luogo che, tra mostre, store, musica e spettacoli, garantirà un intrattenimento dedicato sia agli adulti che ai bambini. Dopo la tappa sarda l’Americas’ Cup World Series proseguirà a Portsmouth, in Inghilterra.

Dario Budroni

Menu