Nautica e turismo: sinergia tra le istituzioni per la crescita del territorio

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Il commento del ministro Mazzi: «Il settore nautico va valorizzato come leva strategica per portare il turismo in tutta Italia e durante tutto l’anno»

La nautica e il turismo come motori di crescita del Paese. È quanto è emerso dalla XII Conferenza Nazionale sul Turismo Costiero e Marittimo, organizzata da Federturismo Confindustria, Confindustria Nautica e Assomarinas.

All’incontro ha partecipato il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che ha ascoltato con attenzione i diversi esponenti della filiera dell’economia del mare. Nel raccogliere le problematiche illustrate durante il convegno, ha sottolineato l’importanza strategica del settore nautico e del turismo marittimo per il Paese. «Per l’Italia il mare è una vocazione», ha dichiarato il ministro. «Con oltre 8 mila chilometri di coste, non è soltanto una straordinaria risorsa naturale, ma una vera infrastruttura economica e una componente fondamentale dell’economia del turismo».

Mazzi è certo che la nautica rappresenta un settore strategico vista la presenza di  oltre 250mila imprese «capaci generare ricchezza, occupazione e importanti ricadute sui territori». È  capace di generare 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4 per cento del PIL, e di dare lavoro a oltre 1,13 milioni di persone. Ma a rafforzarne il peso di questo comparto è l’effetto moltiplicatore: ogni euro prodotto dall’Economia del Mare ne attiva altri 1,8 nel resto del sistema economico. «Per questo dobbiamo costruire un sistema integrato, nel quale mare, nautica e territori diventino parte di un’unica grande esperienza italiana. La sfida è fare dell’Italia una destinazione sempre più competitiva dal mare, investendo in qualità dell’accoglienza, innovazione, sostenibilità, infrastrutture, accessibilità e digitalizzazione, ma anche lavorando per norme più semplici e meno burocrazia».

Per arrivare a questo servono azioni condivise come sostiene Giovanni Acampora, Presidente di Assonautica Italiana. «Fare squadra e parlare con un’unica voce è la vera forza del sistema. Le sinergie tra istituzioni, imprese e associazioni permettono di raccogliere idee condivise e trasformarle in proposte concrete per chi deve prendere le decisioni.  L’economia del mare rappresenta un esempio straordinario di questa capacità di fare rete: coinvolge imprese, occupazione e territori e può contribuire anche a ridurre gli squilibri territoriali tra Nord e Sud». Occorre dunque «creare connessioni e una rete di accoglienza capace di valorizzare le nostre eccellenze, dal turismo all’agroalimentare, dall’artigianato al settore alberghiero. Solo insieme possiamo trasformare queste sinergie in opportunità concrete per il Paese».

I dati sono dalla loro parte. L’impatto economico del turismo nautico in Italia è di circa 5,7 miliardi di euro, di cui 2,1 miliardi generati dalla spesa turistica a terra.  «È la dimostrazione concreta che la nautica è un potente attivatore di altre filiere dell’economia italiana. La sfida ora è aumentare la capacità del Paese di intercettare e trattenere questo valore, attraverso infrastrutture adeguate, servizi qualificati e una maggiore integrazione tra porti e territori. Il turismo nautico deve entrare a pieno titolo nelle politiche industriali e turistiche nazionali: trasformare gli approdi in porte di accesso ai territori significa generare crescita, occupazione e valore diffuso per il Paese», ha dichiarato Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica.

Riccardo Lo Re