Via libera dalla giunta regionale su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu: «Uno strumento fondamentale per il settore della nautica»
È arrivato l’ok dalla giunta regionale al Piano regionale della rete della Portualità turistica (PRRPT). «Uno strumento di pianificazione fondamentale per un settore strategico che prevede investimenti su sicurezza, posti barca e sviluppo del turismo nautico – ha dichiarato l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu: – l’obiettivo è di valorizzare la nostra isola quale meta privilegiata, attrattiva e fruibile durante gran parte dell’anno, garantendo una navigazione più sicura».
In questo momento la Sardegna – con suoi 1.849 chilometri di costa, può contare su 13,2 posti barca per km, contro una media nazionale di 20,5: «Un divario che deve essere colmato per favorire lo sviluppo economico del settore e garantire opportunità in modo più omogeneo – spiega Piu – La rete ha come obiettivo la creazione di un sistema integrato che consenta di navigare in sicurezza lungo tutta la Sardegna, con servizi e opportunità distribuiti in modo più equilibrato».
Per questo il piano rappresenta un punto di partenza fondamentale per rafforzare il ruolo del turismo nautico che per la Sardegna rappresenta un elemento centrale per la sua crescita a livello economico e sociale. Il lavoro portato avanti dall’assessorato dei lavori pubblici ha così portato alla realizzazione di documento strategico di pianificazione e programmazione territoriale. Un modello che consente la navigabilità di tutta la fascia marino-costiera della Sardegna in modo sicuro e confortevole per le unità da diporto e che va a integrare il contesto territoriale costiero con l’entroterra regionale dal punto di vista dei trasporti.
Sono diversi gli obiettivi da perseguire: realizzare un circuito della navigazione turistica lungo l’intero arco costiero regionale con presenza diffusa di ormeggi, ripari e acque protette, alti livelli di confort e una struttura portuale turistica almeno ogni 20 miglia nautiche; aggiungere la presenza delle strutture portuali turistiche in modo omogeneo lungo tutto l’arco costiero isolano; incrementare il numero dei posti barca per chilometro di costa per superare il gap infrastrutturale rispetto ai valori medi nazionali.
Per arrivare a questo si potranno attuare tre distinti scenari entro il 2055: quello conservativo, che prevede interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di riqualificazione senza modificare il numero delle strutture e dei posti barca; quello di Messa in sicurezza con il completamento del circuito della navigazione attorno all’Isola tenendo conto della sicurezza, della qualità navigazione e della realizzazione 6 nuove strutture portuali che porteranno ad avere 1.200 nuovi posti barca; infine quello di Sviluppo e crescita con 13 nuove strutture portuali con 200 posti barca ciascuno per un totale di almeno ulteriori 2.600 nuovi posti barca. Con questo scenario si punta a ridurre a meno di 10 miglia nautiche, la distanza tra approdi sicuri.
«I tre scenari hanno un orizzonte temporale di 30 anni – specifica in conclusione l’assessore Piu – e il Piano ha l’obiettivo di pianificare in uno scenario che prevede regolamentazione e controllo, in un’ottica di tutela, sicurezza e sviluppo sostenibile».
Riccardo Lo Re
