La nautica si difende dagli attacchi informatici

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Il settore punta su una rivoluzione tecnologica partendo dalle aziende del distretto di Olbia

La sicurezza informatica rappresenta uno degli elementi fondamentali per difendere le aziende del territorio. Una necessità che non può più essere rimandata, soprattuto se si parla degli asset strategici della Sardegna come la nautica. Evolink, azienda leader a livello nazionale con una gamma completa e all’avanguardia di servizi nel settore delle telecomunicazioni, ha scelto di partire proprio dal distretto nautico di Olbia per operare anche sul fronte della cybersecurity. Una zona in forte crescita per fatturato e visibilità che è diventata il cuore pulsante dell’intera Gallura dal punto di vista turistico ed economico.

«La rapida evoluzione digitale non risparmia alcun settore economico, e il mondo nautico e portuale di Olbia e della Gallura non fa eccezione» – sottolinea Vittorio Laini, amministratore delegato di Evolink. Davanti agli attacchi informatici che mettono in difficoltà le aziende e investitori, la circolare 177/2025 da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti va in questa direzione inasprendo le misure di cybersecurity per navi, società e porti garantendo il più possibile la sicurezza delle unità navali e delle infrastrutture portuali a partire dal primo novembre 2026.

«Oggi la connessione tra sistemi di bordo, infrastrutture logistiche, procedure operative e servizi digitali è sempre più intrinseca all’efficienza, alla competitività e persino alla sicurezza fisica e ambientale delle attività marittime. Proprio per questa ragione, l’adeguamento alla direttiva NIS2 e l’entrata in vigore di nuovi standard per la gestione della cybersecurity nei sistemi di sicurezza delle navi e dei porti rappresentano non solo un obbligo normativo, ma una reale opportunità per elevare la resilienza dell’intero comparto», conclude Laini.

Fondamentale sarà il supporto di aziende come Nautica Assistance, agenzia e fornitore leader nel settore dei superyacht, con sede centrale a Olbia e uffici operativi nei principali porti turistici dell’isola, compreso Porto Cervo. Trattandosi di un hub operativo per la grande nautica e, al contempo, di un contesto particolarmente sensibile sotto il profilo della sicurezza digitale, è indispensabile garantire la massima attenzione nella gestione quotidiana di un ingente patrimonio di informazioni sensibili, come sottolinea Alberto Cadeddu. «Siamo custodi di dati estremamente sensibili, che riguardano sia aziende sia persone con una grande disponibilità economica. – dichiara il general manager di Nautica Assistance – Questo ci colloca inevitabilmente tra i target privilegiati degli attacchi hacker. Oggi le aziende come la nostra sono vere e proprie banche dati: non stupisce che gli attacchi non mirino a bloccare l’operatività, ma all’acquisizione delle informazioni. Disponiamo di tre sistemi di backup collocati in ambienti diversi e applichiamo una serie di protocolli di sicurezza avanzati. Stiamo inoltre implementando – sottolinea il general manager di Nautica Assistance – ulteriori strumenti di cybersecurity, inclusa la prova di penetrazione, per testare e convalidare l’efficacia dei server, con l’obiettivo di mantenere al sicuro i nostri dati e quelli dei clienti. Le barche devono essere protette perché oggi – prosegue Cadeddu – sono dotate di dispositivi elettronici facilmente intercettabili. I comandi di uno yacht possono essere raggiunti da remoto e queste interferenze possono tradursi in azioni non volute da chi lo gestisce».

Riccardo Lo Re