Italia leader per numero di superyacht in Gallura

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Il primato del Made in Italy nel segno del lusso, dell’industria e dei servizi di alta qualità

La Gallura si conferma una delle capitali mondiali della nautica di lusso. La buona notizia è che parte di questo trionfo è legato al Made in Italy. Un settore strategico per l’industria e il turismo internazionale. Nella stagione estiva 2025, come emerge dallo studio del Cipnes Gallura, da giugno a settembre, sono stati registrati numeri da record nella zona che si trova a Nord Est della Sardegna: 3.114 yacht unici rilevati dal sistema Pelagus della Guardia Costiera, con una crescita del 15,8 per cento rispetto al 2024.

In particolare sono stati identificati 347 superyacht dal valore complessivo di  21,1 miliardi di dollari (fonte: Supe­ryachtfan). Gli armatori, provenienti da 51 Paesi, possiedono invece un patrimonio personale di circa 2.000 miliardi di dollari. Una ricchezza, scrive il Cipnes, paragonabile al Pil italiano.

Il primato italiano

Da questi dati l’Italia emerge come leader assoluta per numero di superyacht presenti in Gallura. Dei 347 censiti nella stagione 2025, ben 113 sono stati costruiti da cantieri italiani: il 32,6 per cento del totale. Seguono i Paesi Bassi con 88 unità (25,4 per cento) e la Germania con 38 (11 per cento). Tenendoli insieme viene fuori una fotografia nitida della loro forza in questo settore: questi tre Paesi concentrano il 69 per cento dell’intera flotta rilevata. Feadship (Paesi Bassi) spicca con 44 superyacht, seguito da Benetti con 24 e da Lürssen con 23.

I superyacht realizzati in Italia sono di proprietà di armatori pro­venienti da 36 nazioni diverse. Ventidue sono italiani, ma vanno citati anche gli altri proprietari che hanno deciso di acquistare dei prodotti di alta qualità nel nostro Paese: undici arrivano dal  Re­gno Unito, nove dalla Germania, sette dalla Fran­cia, cinque dai Paesi Bassi, Monaco e Stati Uniti, quattro da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Messico . Cifre che confermano la straordina­ria attrattività globale della cantieristica italiana.

Sono segnali importanti anche per i servizi offerti sull’isola. Va infatti ricordato l’indotto generato da questi colossi dato che una parte rilevante dell’ecosistema che ruota attorno ai superyacht – soprattutto i tender come strumenti di supporto – sono parte della produzione del Belpaese. Secondo lo studio Cipnes–UniOlbia 2025, il fatturato complessivo delle imprese attive in Sardegna nei settori del refit, delle riparazioni e del rimessaggio vale 73,3 milioni di euro. Un dato in crescita grazie ai nuovi progetti in fase di approvazione.

Riccardo Lo Re