Il “bello e ben fatto” italiano piace in Sud America: cresce il comparto nautico

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È quanto è emerso dagli incontri a cui ha partecipato anche Confindustria Nautica: risultati particolarmente positivi nel settore per il 26,7%

La nautica si conferma uno dei gioielli del Made in Italy agli occhi del mondo. È quanto è emerso nel corso della presentazione della 13ª edizione di Esportare la Dolce Vita, il rapporto realizzato dal Centro Studi di Confindustria insieme a SACE e con il supporto di Confindustria Nautica, ANFAO, Confindustria Accessori Moda, Confindustria Moda, Federalimentare e FederlegnoArredo. Il “bello e ben fatto” italiano piace anche in Sud America. Un elemento che va tenuto in considerazione se si sceglie di consolidare la presenza dell’Italia nel mondo con nuove partnership strategiche.

Le “3F” (Fashion, Food, Furniture) – a cui va aggiunta Nautica, – sono in grado di trainare l’immagine dell’Italia restituendo valore e prestigio all’intera economia. Stando infatti alla relazione che si è concentrata in particolare sulle esportazioni italiane di prodotti BBF nel triennio 2023-2025, si evince infatti che alcuni comparti siano riusciti a crescere nonostante le difficoltà. Nel caso della nautica si è vista una traiettoria espansiva ininterrotta, con tassi di crescita a doppia cifra per tre anni consecutivi.

L’export è la chiave dello sviluppo di questi settori. Vale 170 miliardi, e vista la sua capacità di unire tradizione, innovazione e sostenibilità, apre a nuove frontiere, comprese quelle poco esplorate. La ricerca stima un potenziale aggiuntivo di 27,6 miliardi di euro di export BBF, di cui 19,4 miliardi nei mercati maturi e 8,2 miliardi nei mercati emergenti. Tra i Paesi trainanti ci sono Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. Sul fronte emergente, da tenere conto sono Cina, Emirati Arabi Uniti e Turchia.

L’Italia riesce a superare la concorrenza europea nei comparti della nautica (+26,7%) e della chimica, farmaceutica e cosmetica (+9,8%). Per quanto riguarda invece l’America Latina e Caraibi (ALC), tra il 2018 e il 2024 il numero di esportazioni di prodotti del settore BBF è cresciuto in media del 10% annuo, così come è cresciuta la domanda di competenze, creatività e sostenibilità, rafforzando così il rapporto tra le due aree. L’Italia risulta essere competitiva in alcuni comparti specifici: la quota di mercato detenuta al 2023 nella Nautica è del 15,5%, nell’Occhialeria del 26,6% e nella Gioielleria-oreficeria del 29,4%. L’accordo tra Unione Europea e Mercosur, siglato nel dicembre 2024 e approvato dalla Commissione europea non solo apre una nuova stagione di scambi con 4 miliardi di euro di dazi in meno per le imprese europee, ma offrirà dei vantaggi a oltre 1.400 imprese italiane già attive nell’area. Secondo il report del Centro Studi Confindustria, tutto ciò potrebbe portare a un incremento di oltre 1,1 miliardi di euro considerando l’export verso i Paesi Mercosur. Un dato che va sicuramente aggiunto ai 7,4 miliardi già realizzati nel 2024.

«Il rafforzamento del Made in Italy passa da una strategia di apertura e non di chiusura del commercio. L’accordo con il Mercosur è un banco di prova per la capacità dell’Europa di agire come potenza economica globale e per l’Italia di promuovere relazioni basate su scambi reciproci e crescita condivisa», ha commentato Barbara Cimmino, Vice Presidente per l’Export e l’Attrazione degli investimenti di Confindustria.

Nel caso della nautica, ha dichiarato Fabio Planamente, Vice Presidente di Confindustria Nautica, «si distingue per la capacità di coniugare design, stile e cura del dettaglio, in un equilibrio perfetto tra estetica e funzionalità. I nostri clienti percepiscono questo valore come qualcosa di unico e non replicabile: non si tratta solo di costruire un’imbarcazione, ma di trasmettere una cultura, un approccio artigianale che riflette la tradizione e l’eccellenza industriale italiane».

Riccardo Lo Re