One Ocean amplia il progetto Blu Forest nella baia di Cala di Volpe

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Si tratta del più grande progetto di riforestazione marina del Mediterraneo che punta a una maggiore tutela della Posidonia oceanica

 

«Un passo importante nel nostro percorso per la tutela degli ecosistemi marini e il riconoscimento del valore del capitale naturale blu». Le parole sono di Jan Pachner, segretario generale di One Ocean Foundation che a Milano – in occasione dell’One Ocean Week – ha presentato una novità del progetto Blue Forest. La tutela e al ripristino di Posidonia oceanica – pianta endemica dei nostri mari e fondamentale per la salute dell’ecosistema marino – resta uno degli obiettivi centrali di OOF. Lo ha dimostrato con i fatti, le ricerche sul campo, e con i risultati ottenuti nel corso degli anni tra eventi divulgativi e iniziative virtuose sul territorio.

Il più grande progetto di riforestazione marina del Mar Mediterraneo si amplierà fino alla baia di Cala di Volpe grazie alla collaborazione scientifica tra One Ocean Foundation e l’Università di Sassari, e del supporto tecnico della International School for Scientific Diving.

Il programma vede inoltre il coinvolgimento di partner come Pirelli, che ha reso possibile l’avvio del progetto, e di Smeralda Holding che insieme ad aziende e istituzioni si sono mobilitate per proteggere il mare.

L’intervento

L’iniziativa interessa circa 80 ettari di mare all’interno del campo boe di Cala di Volpe, dove si trova una prateria di Posidonia oceanica danneggiata prima che fossero regolamentati accessi e ancoraggi. Smeralda Holding si è già mossa in largo anticipo istituendo un campo boe per regolamentare gli accessi e tutelare l’ecosistema marino, limitando la pressione antropica sulla prateria.

A dirlo è Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding: «Da anni Smeralda Holding investe nella sostenibilità e nella tutela dell’ecosistema marino con azioni concrete. Il progetto del campo boe nato 20 anni fa ha rappresentato un primo passo effettivo nella tutela dei nostri fondali e della posidonia, regolamentando l’accesso nella baia. Preservare e proteggere il territorio e il mare è un nostro obiettivo prioritario, così come la ricerca di nuove forme e applicazioni di questo impegno e il progetto di riforestazione della posidonia».

Il progetto

“Blue Forest”, progetto di riforestazione marina di One Ocean Foundation lanciato nel 2023, è l’esempio tangibile di come sia possibile fare la differenza nella tutela del mare. conta oggi quattro siti attivi in Liguria, uno in Puglia e uno in Sardegna. Fin dalla sua istituzione ha coinvolto università, centri di ricerca e aziende e finanziato programmi di dottorato e campagne di sensibilizzazione sul ruolo fondamentale della Posidonia oceanica per la biodiversità e la salute dell’oceano.

Le fasi dell’iniziativa

Per unire tutti gli attori in campo era necessario condividere lo stesso obiettivo: la salvaguardia della biodiversità.  Il progetto è guidato in questo caso dalla dott.ssa Giulia Ceccherelli del Dipartimento di Scienze Chimiche Fisiche Matematiche e Naturali dell’Università di Sassari e da dott. Stefano Acunto (I.S.S.D.) che sul piano tecnico si sta occupando di coordinare le operazioni.

La prima fase è stata la mappatura pre-intervento di circa 80 ettari di fondale allo scopo di individuare le aree idonee alla riforestazione. Nel corso delle attività, coordinate dallo spin-off universitario Geomars sotto la guida del Prof. Vincenzo Pascucci, sono stati impiegati strumenti avanzati come Side Scan Sonar e ROV, accompagnati da immersioni ARA per ottenere una carta biocenotica ad alta risoluzione dello stato della prateria di Posidonia oceanica presente nella baia

Dopodiché si è passati al trapianto su una superficie di circa 500 mq. Le prime operazioni, che si sono già concluse, hanno portato all’installazione sul fondale di biostuoie in fibra di cocco e rete metallica, che ospitano circa 20 talee per metro quadrato. Le talee, raccolte esclusivamente tra quelle eradicate naturalmente nelle zone di decantazione della baia, saranno affiancate dalla sperimentazione con germogli provenienti da frutti spiaggiati, raccolti in seguito alle eccezionali fioriture invernali.

Una volta conclusa la riforestazione, è prevista una fase triennale di monitoraggio scientifico. A occuparsi dell’attività sarà il team dell’Università di Sassari che stimerà l’evoluzione temporale dello stato morfologico e fisiologico della prateria ripristinata e condurrà analisi sulla biodiversità associata, utilizzando anche tecniche innovative come l’ecoacustica e strumenti di intelligenza artificiale per l’elaborazione dei dati ambientali.

«Affiancare all’azione di riforestazione anche attività di ricerca scientifica permetterà di contribuire in modo significativo alle conoscenze attuali sulla riforestazione di Posidonia oceanica, migliorando l’efficacia delle azioni di ripristino e garantendo un impatto concreto e duraturo sui servizi ecosistemici associati. Questo approccio integrato consentirà inoltre di monitorare meglio le risposte dell’habitat ai cambiamenti ambientali, ottimizzare le tecniche di trapianto e favorire una gestione sostenibile delle praterie marine nel lungo periodo» afferma la prof.ssa Ceccherelli.

Per Jan Pachner, segretario generale di One Ocean Foundation, «intervenire attivamente con azioni di tutela e ripristino di praterie di Posidonia significa tutelare la biodiversità e promuovere la salute dell’oceano, da cui dipende il nostro futuro».

L’obiettivo della Fondazione è quello di creare una cordata di imprese unite da un impegno comune per la tutela del capitale naturale blu, che consenta di rendere queste azioni sempre più scalabili e replicabili.

Riccardo Lo Re